Chiudere bene una campagna elettorale è fondamentale. Sappiamo bene che le impressioni finali lasciate sono poi quelle decisive, soprattutto in una competizione locale. Nelle elezioni comunali e in parte in quelle regionali, infatti, si vota principalmente per la persona e non per il partito. In questi casi, dunque, l’aspetto emozionale e quello relazionale contano parecchio.

In vista delle consultazioni del 20-21 settembre, allora, abbiamo deciso di dare qualche consiglio ai candidati che vogliono chiudere la propria campagna elettorale con il botto. Ovviamente il tipo di strategia da adottare cambia in base al tipo di candidato e ai suoi obiettivi. Ci può essere la necessità di rafforzare il proprio elettorato, di convincere gli indecisi o semplicemente di non commettere errori per mantenere il vantaggio accumulato.
In ogni caso ci sono delle idee valide per tutti i contesti. La nostra agenzia le ha attuate diverse volte con buonissimi risultati.

Un buon video emozionale può fare la differenza

Il Coronavirus ha cambiato ovviamente anche le campagne elettorali. Lo stiamo vedendo negli Stati Uniti, dove i grandi comizi e il volantinaggio porta a porta sono fortemente limitati. I candidati alla presidenza sono dunque costretti a ricorrere maggiormente alla comunicazione digitale, con gli spot sui social e in TV a farla da padrone. Il contesto è chiaramente molto diverso, ma anche in Italia la pandemia ha obbligato i contendenti a cambiare il proprio modus operandi.

Questo scenario parzialmente cambiato avrà degli effetti anche sugli ultimissimi giorni di campagna elettorale, ovvero quelli che solitamente ospitano i grandi comizi di chiusura. Non fraintendeteci, i candidati faranno comunque degli eventi conclusivi delle campagna elettorali e li faranno in presenza; probabilmente però avranno un impatto minore perché coinvolgeranno meno persone.

Diventa allora importante ovviare con dei contenuti social mirati. Il nostro consiglio è di optare per uno spot video emozionale. Come detto in precedenza, negli ultimi giorni prima del voto le emozioni sono determinanti per orientare le preferenze degli elettori. E non potendo contare sul coinvolgimento tipico di un grande evento di chiusura della campagna, i candidati possono proporre un video capace di generare empatia e di chiamare all’azione (in questo caso al voto) sia i propri sostenitori che gli indecisi.

Anche qui gli americani sono dei maestri del genere. Mi viene in mente, ad esempio, uno degli spot di Bernie Sanders per le primarie del Partito Democratico del 2016, dove non c’è alcuna voce narrante e non ci sono neppure le parole del candidato. Parlano da sole le immagini. Sanders non vinse quelle primarie, ma il risultato raggiunto fu comunque storico.

Se vuoi colpire il tuo avversario, fallo alla fine

Il negative advertising è diventato ormai una prassi irrinunciabile in tutte le competizioni elettorali. Il crescente livello di polarizzazione della politica ha portato i candidati ad essere più aggressivi e a rendere più aspro il conflitto anche in campagna elettorale. E allora si sprecano i meme contro gli avversari, i video che evidenziano le contraddizioni e le gaffe dei principali sfidanti e dei veri e propri attacchi frontali mezzo stampa o via social.

Ci sono però degli affondi che fanno più male di altri. Anche in questo caso, per sferrare un colpo davvero efficace, oltre al contenuto è fondamentale scegliere il momento giusto. La fine della campagna elettorale rappresenta, da questo punto di vista, la tempesta perfetta.

Tutti i candidati hanno dei punti deboli. La nostra agenzia, quando deve preparare la strategia elettorale, effettua uno screening dei concorrenti (compreso ovviamente il nostro cliente) proprio per individuare in maniera puntuale i punti di forza e di debolezza e comprendere come sfruttarli a proprio vantaggio.

Ci possono essere, ad esempio, delle dichiarazioni scomode effettuate in passato, degli episodi che evidenziano la scarsa credibilità ed affidabilità del candidato oppure uno scivolone avuto un dibattito TV. Soprattutto se la competizione è incerta, è bene tirare fuori l’asso nella manica proprio in vista della chiusura della campagna elettorale. Nel breve periodo, infatti, la percezione del candidato sarà condizionata dal fatto spiacevole emerso in prossimità del voto, portando l’elettore a scegliere un altro candidato oppure ad astenersi.

Motiva e mobilita i tuoi sostenitori

In un’elezione locale non si può prescindere da una base attiva e capace di mobilitare il territorio. I sostenitori aiutano, infatti, il candidato ad organizzare eventi nei quartieri o nelle città chiave della competizione e svolgono un lavoro di propaganda essenziale attraverso il volantinaggio, il passaparola o la condivisione costante di contenuti sui social. Tutte queste attività generano entusiasmo e senso di comunità, due elementi imprescindibili per la buona riuscita di un’avventura elettorale.

Nei giorni conclusivi della campagna il ruolo della base diventa ancora più importante. Bisogna convincere gli indecisi, assicurarsi che gli elettori conoscano le modalità e le date del voto, far conoscere il programma elettorale, ecc. Si tratta di aspetti che non sono affatto superflui e di cui non sempre può occuparsi il candidato. Quello che può fare, invece, il candidato è motivare la squadra, caricarla e fornirle tutti gli strumenti per essere incisiva nel momento decisivo, che spesso e volentieri corrisponde proprio al finale della partita.

Last, but not least…

Se volete altri consigli su come gestire la vostra campagna elettorale non esitate a contattarci. Minds ha seguito tanti candidati in questi anni, sia a livello locale che nazionale, specializzandosi tra le altre cose nella consulenza strategica. Mancano ormai pochi giorni alle elezioni, ma l’esperienza (e non solo) ci insegna che sono proprio queste le ore decisive.

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