Quali sono le basi di una buona campagna elettorale? Esistono alcuni azioni e tattiche irrinunciabili per vincere le elezioni?

In questi giorni, ad esempio, si è tornato a parlare della famosa “Bestia” di Matteo Salvini, ovvero l’imponente macchina propagandistica online del leader della Lega che gli consentirebbe di influenzare l’opinione pubblica e di intercettare un elevato numero di utenti attraverso contenuti polarizzanti e in grado di generare discussione.
La definizione migliore della Bestia viene da chi l’ha implementata, cioè Luca Morisi, responsabile della comunicazione e social media strategist di Matteo Salvini. In un’intervista a Youtrend Morisi definiva la Bestia come “un insieme di software collaborativi, per l’automazione di attività di cross-posting, creazione di grafiche, pubblicizzazione di eventi, monitoraggio di news“. Si tratta in buona sostanza di uno strumento per “tastare il polso” del web, esaminando le reazioni generate da alcune notizie e la sensibilità su determinate tematiche.

Analizzare i dati, sempre

Chi lavora nell’ambito della comunicazione, e nello specifico in quello della comunicazione politica, sa che le attività di social e web listening non solo non sono manipolative, ma rappresentano, al contrario, la base di una strategia efficace. Nel caso di un brand l’obiettivo finale di una campagna può essere diverso (l’acquisto di un prodotto da parte del cliente, il miglioramento della brand awareness, l’iscrizione ad una newsletter, ecc), mentre per un personaggio politico il fine ultimo non può che essere la vittoria delle elezioni.

Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale conoscere le esigenze, le percezioni e le emozioni degli elettori. Ci sono diversi software in grado di effettuare a vari livelli (e costi) questa operazione e comprendere, ad esempio, quale contenuto genera maggiore coinvolgimento, qual è quello più polarizzante e quale deve essere il target da intercettare. In base a queste informazioni si può poi orientare la propria campagna elettorale, online e non solo.

Ecco perché il monitoraggio del web non è un’attività particolarmente innovativa o “oscura”, come hanno lasciato intendere in molti. E badate bene: analizzare i dati non significa diffondere fake news o manipolare le opinioni delle persone. Quello sì che sarebbe un problema. Una buona campagna elettorale, dunque, non può fare o meno di un software per l’analisi dei trend o di un programma per la creazione di grafiche coordinate e di cross-posting sulle varie piattaforme social. Negli Stati Uniti tutti i principali candidati utilizzano con successo questi strumenti. E non è un caso che proprio dalla “Beast” di Barack Obama sia stata mutuata la “Bestia” salviniana.

Coinvolgi il territorio

L’era social, con tutte le sue enormi potenzialità in termini di diffusione del messaggio, ha fatto un po’ dimenticare quanto sia importante mobilitare il territorio. Questa considerazione è ovviamente ancora più rilevante in una competizione elettorale di tipo locale, come le Comunali o le Regionali, dove la comunità conosce bene i protagonisti della contesa, ha una maggiore consapevolezza dei bisogni del territorio ed è capace di rafforzare quel senso di appartenenza e quell’identità collettiva fondamentali per vincere le elezioni.

Il candidato deve costruire, allora, una squadra di sostenitori forte e motivata, che lo possa aiutare nell’organizzazione di comizi, eventi, raccolte firme, volantinaggio porta a porta e altre iniziative attraverso le quali far conoscere il proprio programma. Le relazioni per un politico sono l’ingrediente principale di qualsiasi successo elettorale. Per questo motivo avere una base territoriale attiva è lo strumento migliore per diffondere in maniera efficace e pervasiva il messaggio politico.

Il messaggio prima di tutto

Abbiamo parlato di alcuni strumenti e strategie per vincere le elezioni, ma se sei un candidato ricordati che il tuo messaggio rimane sempre l’elemento più importante di una campagna elettorale. Lo si può declinare in vari modi, ma se la tua visione di società è chiara, condivisa e capace di generare empatia, allora sarà abbastanza semplice comunicarla agli elettori. Di converso un candidato con una visione politica improvvisata e nebulosa avrà sempre e comunque poche speranze di vincere una competizione elettorale.

Il messaggio cambia ovviamente in base al tipo di candidato (ad esempio un sindaco uscente che punta alla riconferma avrà dei contenuti totalmente diversi da un outsider proveniente dal mondo movimentista), ma il tuo pensiero deve essere comunque riconoscibile e aggregante. È importante scegliere i temi centrali della campagna, collocarli in un frame politico specifico e individuare delle proposte, sempre sulle tematiche selezionate, da portare avanti in maniera convinta durante tutta la campagna elettorale.

Un candidato con una bella storia alle spalle da raccontare, delle idee e dei valori da diffondere e soprattutto una visione della comunità da condividere e da costruire insieme ai suoi elettori riuscirà quasi sempre ad avere anche una comunicazione efficace. Anche senza una “Bestia” dietro.

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