La crescita del biologico è forse il trend più importante degli ultimi anni nel settore agricolo e alimentare. Tutti i dati, da quelli sui consumi a quelli sulla quantità di aziende e di superficie coltivata, raccontano di un mercato, quello italiano, alla continua ricerca di prodotti sani, freschi e sicuri.

Il biologico: un mercato non più di nicchia

Fino a qualche anno fa il biologico poteva essere considerato un settore di nicchia, una fetta di mercato occupata da un consumatore tendenzialmente ricco, ben informato e sensibile a temi come la corretta alimentazione e il rispetto dell’ambiente. Adesso lo scenario si è decisamente evoluto e la platea di potenziali consumatori è cresciuta in maniera esponenziale. Secondo gli ultimi dati dell’istituto Nielsen, nel 2018 il numero di acquirenti abituali, ovvero di persone che almeno una volta a settimana comprano un prodotto bio, è aumentato di 1,3 milioni di unità: adesso sono addirittura 6,5 milioni le persone che acquistano regolarmente cibo biologico, corrispondenti al 26% delle famiglie italiane.

Bastano questi dati per farci capire l’entità del fenomeno e comprendere che ormai il biologico è entrato a far parte in maniera prepotente della nostra vita quotidiana. A questo punto, però, per noi che ogni giorno studiamo le scelte di consumo ed i trend di mercato, è interessante cercare i motivi che spingono gli italiani a spendere di più per un prodotto certificato bio. E le ragioni vanno oltre la semplice ricerca di cibo sano e “naturale”.

Qualità del prodotto e di tutta la filiera

cibo biologico marketingLa parola qualità è un termine ormai abusato dai brand (soprattutto nel campo agroalimentare). È altrettanto indiscutibile, però, che i consumatori cerchino e pretendano cibo buono a 360 gradi; quando parliamo di qualità, infatti, non ci riferiamo solo al prodotto finale ma anche alle materie prime e a tutte le componenti della filiera: dall’azienda produttrice alla catena di distruzione.

Anche il “dove” acquistare un prodotto è diventato essenziale, con il distributore che viene premiato allo stesso modo del produttore per il tipo di offerta che propone, per i valori che persegue e per il ruolo sociale, non solo prettamente commerciale, che svolge all’interno della filiera.
Mangiare biologico significa, in via definitiva, scegliere un prodotto di qualità sia per le caratteristiche del cibo che per il funzionamento di tutta la filiera.

Un consumatore sempre più informato

La ricerca della qualità va di pari passo con la ricerca delle informazioni. E oggi in un mondo sempre più digitalizzato il consumatore ha un’enorme facilità e velocità di accesso ai dati che gli servono per stabilire quale brand interpreta al meglio la propria visione del mondo. Perché sì, non è sufficiente conoscere le caratteristiche nutritive e gastronomiche per guidare la scelta di acquisto, diventa fondamentale sapere  anche”come” quel prodotto è arrivato sullo scaffale e nel banco frigo e quali sono i principi guida dell’azienda.

Per questo motivo noi spesso proponiamo ai nostri clienti di effettuare un reportage dove viene raccontato il funzionamento del processo produttivo: in questo modo si ha la possibilità di aumentare il livello di trasparenza e di instaurare un rapporto di fiducia con il potenziale acquirente.

Sostenibilità ambientale e senso di responsabilità verso le future generazioni

La sensibilità verso le tematiche ambientali è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi mesi e anche le aziende, non solo quelle agricole, sembrano avere compreso che la sostenibilità  è un valore irrinunciabile da perseguire. Basta dare un’occhiata agli ultimi spot dei brand (mi viene in mente quello di Leroy Merlin) per accorgersi del fatto che temi come quello della lotta agli sprechi, della responsabilità sociale e della solidarietà siano ormai centrali nel racconto di marca.

Chi sceglie prodotti biologici è sicuramente sensibile alle questioni ambientali ed è consapevole che il suo non è un semplice atto d’acquisto, ma è anche un gesto concreto e quotidiano per preservare la terra e le sue risorse. In poche parole attraverso il cibo bio il consumatore si sente parte di una comunità socialmente responsabile.

Non acquisto solo un prodotto, acquisto un valore e un progetto di società migliore

L’ultimo punto è strettamente correlato al precedente. Il consumatore che acquista bio è consapevole di creare valore per tutta la società. Lo fa scegliendo consapevolmente di pagare di più un prodotto che aiuterà economicamente una persona, il produttore agricolo, in grado di prendersi cura della terra e dei suoi frutti.
In questo modo ci si sente parte di una comunità e di progetto di società dove il rispetto del territorio, la valorizzazione del lavoro degli agricoltori e la commercializzazione di un cibo sano e di qualità sono gli elementi centrali. In fondo chi sceglie il biologico vuole semplicemente creare una società migliore.

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