Mentre noi addetti ai lavori ci interroghiamo sulle variazioni dell’algoritmo di zio Google e su come modificare le nostre strategie SEO per l’ottimizzazione e il posizionamento dei contenuti, c’è un (cattivo) maestro che, incrociando i principi base di un argomento che ha rilevanza sul web, ci insegna come sbaragliare qualsiasi concorrenza. Certo bisogna avere un contenuto rilevante, o meglio ancora esserlo. Sì, parliamo di Matteo Salvini: è lui il (nuovo) maestro della SEO.

Ovviamente il merito va al suo team comunicazione di cui lui rispetta le indicazioni, cosa che non fanno altri politici nostrani, ma non c’è bisogno di scomodare la “bestia” o di avere a disposizione strumenti di analisi costosi: quello che fa Salvini potrebbe replicarlo chiunque con un minimo di competenza, senza bisogno di algoritmi, tool di analisi, formule di growth hacking o altro. 

Dalla Madonna alla Nutella, senza soluzione di continuità…

Basta fare una visitina a Google Trends o guardare quello che fanno youtubers e agenzie di comunicazione per capire che la chiave “Nutella” è in cima ai trending topics, grazie ai tanto chiacchierati/introvabili/gustosissimi “Nutella Biscuits”. Così, dopo il caso della citazione della “Madonna di Medjugorje”(keyword in forte crescita in quel periodo), che gli aveva insegnato a capire dallo sguardo chi mente (riferito al presidente Conte), ora arrivano i continui riferimenti alla “Nutella”.

Lo schema è chiaro: prima l’attacco, poi la smentita e infine ovviamente la pace. Azioni che possono apparire randomiche, ma che in realtà nascondono una strategia di comunicazione permeante: coprire e invadere qualsiasi ambito, occupare qualsiasi chiave di ricerca, così da farsi conoscere da target di stakeholder differenti. 

La comunicazione della distrazione: il piatto forte del fronte populista

Questa strategia di “misinformation” è molto frequente all’interno del mondo populista, guidato spesso da agenzie e persone che parlano tra loro, tramandando metodi di priming comunicativo e di modifica della percezione, come best practice da replicare alla bisogna. Un esempio lampante, parallelo a quello che sta attuando oggi Salvini viene dal cosiddetto “bus affair” del candidato premier Britannico Boris Johnson che in un’intervista radiofonica rispose che il suo hobby preferito fosse “costruire modellini di autobus”.

Si trattava di una palese forzatura per coprire su Google le tracce del suo vero “bus affair”, cioè dell’errore commesso nel descrivere la destinazione dei fondi britannici all’Europa, che tutta l’opinione pubblica e ancor di più i media gli hanno più volte rinfacciato. Così, per “coprire” quegli articoli critici ecco comparirne tanti altri che parlano della sua passione per la costruzione di modellini di autobus e magicamente i pezzi che lo mettevano in crisi perdono posizioni su Google e di conseguenza visibilità tra le persone che usano il motore di ricerca per formarsi un’opinione sul candidato da votare.  

La comunicazione memetica di Matteo Salvini

Insomma, il cosiddetto network populista diffonde le sue pratiche, mentre le altre forze politiche le ignorano e ne ignorano (ahinoi) il potenziale e le conseguenze sull’opinione pubblica. E mentre le sardine coagulano consenso, contrapponendo la realtà della piazza alla mistificazione della stessa permessa dai media, nessuno si chiede se la strategia di Salvini di parlare a tutti, di parlare sempre, di parlare di ogni cosa, sia un’esperienza “memetica” in grado di infettare la nostra società, il nostro linguaggio e il nostro pensiero. Ancora una volta, manca una strategia che contrapponga a quella della distrazione e dell’uso dissacrante dei simboli, una comunicazione sana, positiva e propositiva, che vada oltre l’oggi e subito e sia in grado di riattivare la speranza nel domani che è il motore di ogni società capace di progredire.

Mentre da sempre il discanto e la rassegnazione portano ad un Medioevo oscuro e barbaro. 

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