La comunità italiana e internazionale dei SEO ha appena vissuto un mese di agosto più torrido del solito. A rendere l’aria irrespirabile, però, non è stata la classica afa estiva, bensì Google, che con l’ultimo update dell’algoritmo ha stravolto le SERP di milioni di risultati di ricerca, mandando nel panico webmaster e affini.

Mettiamo subito le mani avanti. L’intento di questo post non è tanto analizzare in maniera tecnica i cambiamenti apportati da Google e il possibile impatto di questi ultimi sul web (per chi volesse saperne di più vi rimandiamo all’interessante discussione sul forum di Giorgio Taverniti), quanto fare una riflessione generale su cosa gli utenti si aspettano di trovare sui motori di ricerca e su come le decisioni di un colosso come Google o Facebook possono cambiare la vita delle persone.

Qualità, qualità e ancora qualità!

Negli ultimi anni Google ha invitato i creator a realizzare contenuti di qualità per avere un miglior posizionamento nelle SERP. Basta leggere le linee guida dei Qualità Rater e vi accorgerete subito che questo concetto è ripetuto in maniera quasi ossessiva. Non sempre però l’algoritmo è riuscito a premiare siti che puntano davvero sulla qualità e sulla competenza di chi scrive.

L’ultimo update intende, almeno sulla carta, aiutare questo tipo di contenuti e soprattutto comprendere meglio gli intenti di ricerca (o i bisogni) degli utenti. Chiunque di noi può dire di avere avuto almeno un’esperienza negativa su Google: le domande che poniamo ai motori di ricerca, infatti, non sempre ricevono risposte pertinenti, precise e complete. Troppo spesso, al contrario, la nostra navigazione sul Web è una vera e propria corsa ad ostacoli tra link clickbaiting e siti dal chiaro intento commerciale che raramente riescono davvero a soddisfare il bisogno dell’utente.

Il potere di Google e degli altri colossi digitali

E già qui iniziamo a comprendere l’incalcolabile potenza di Google e il suo impatto sulla vita delle persone. Basta un cambiamento dell’algoritmo per stravolgere le nostre informazioni su un dato argomento. Se Google, ad esempio, su queery di carattere medico decide di premiar siti informativi generici come Wikipedia o Wiki How invece di un portale medico specialistico, è evidente come cambi totalmente la nostra conoscenza sull’argomento di ricerca.

Si è parlato di questo tema in maniera trasversale quando è scoppiato il caso Facebook/Cambridge Analytica.  Oggi i grandi colossi digitali non solo hanno la possibilità di conoscere e sfruttare i nostri dati per finalità commerciali (del resto, è da sempre alla base del loro business model), ma hanno anche l’opportunità di orientare le nostre scelte di consumo e, cosa per me ancora più importante, la nostra conoscenza.

Una risposta migliore alle nostre domande?

Ecco perché è fondamentale che Google lavori per interpretare al meglio le nostre domande. È ancora presto per capire in quale direzione andrà l’ultimo update. Il mondo SEO lo ha già definito come “Medical Update” in quanto pare abbia penalizzato soprattutto i siti di tipo medico-farmaceutico, facendo crollare improvvisamente il loro posizionamento su determinati keyword e di conseguenza anche il loro traffico organico. Anche i siti di e-commerce, soprattutto quelli offrono prodotti generici acquistabili in tutti i supermercati e centri commerciali, hanno sperimentato un drastico calo di visite nell’ultimo mese. Molti siti transazionali sono stati, infatti, sostituiti nelle SERP da portali informativi.

Ad essere premiati sono stati, invece, quei contenuti che, come riporta Google nei suoi Quality Rater, offrono un contributo positivo (Beneficial Purpose) all’utente, giustificando così la sua visita al sito. È chiaro quanto sia difficile valutare un portale, ma Google proverà a farlo premiando, ad esempio, i contenuti originali e quelli scritti da creator competenti e autorevoli, la cui professionalità è certificata dalle referenze ottenute sul web (il link in entrata, ovviamente, diventeranno essenziali).

Mai più impreparati!

L’impatto, dunque, del nuovo algoritmo sarà con ogni probabilità molto rilevante. Tanti, tantissimi siti non potranno più sottovalutare l’importanza dell’aggiornamento continuo e degli accorgimenti costanti da effettuare in ottica SEO.

Non investire nella qualità dei contenuti e rifiutarsi con atteggiamento superficiale di seguire le linee guida imposte dal nuovo algoritmo può portare letteralmente alla scomparsa dal web.
Google ha questo potere: non è certamente una novità ma è bene acquisire definitivamente questa consapevolezza per evitare di rimanere ancora una volta scioccati e/o impreparati quando verrà rilasciato il prossimo update dell’algoritmo.

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